Negli anni abbiamo assistito al progressivo abbandono del controllo del territorio e, mentre i piccoli agricoltori sono quasi spariti, sono state create grandi aziende che oggi fanno colture a livello industriale, con movimenti terra esagerati, con attrezzature che lavorano in profondità; il rovescio della medaglia è che non abbiamo più chi cura il terreno come se fosse il proprio giardino, i terreni sono sempre meno piantumati, e si fanno sempre meno solchi per convogliare le acque piovane e, appena arriva una pioggia consistente, il terreno non riesce più a tenere l’acqua e succede quanto e successo.
Si è abbandonata la sistemazione dei fossi e fossetti, non sappiamo più di chi è la competenza, tutti gli enti fanno scarica barile l’un l’altro. Una volta si pagava la tassa della bonifica che la Regione Marche ha abolito (tutti felici e contenti), c’era un organo competente come il consorzio di bonifica che svolgeva tale servizio e, anche se non ottimamente qualcosa faceva.
Oggi il consorzio di bonifica non ha più queste competenze e non ha più fondi, perchè a pagarla sono rimasti solo chi possiede terreni irrigui,e questi quasi tutti sono in pianura, ma il male viene spesso dalla collina e zone urbanizzate.
Allora penso che sia arrivato il momento di riflettere, e se non si paga più la tassa della bonifica, la Regione Marche, la Provincia e quanti altri interessati devono mettere a disposizione dei fondi per riattivare il Consorzio di Bonifica con competenze di tutela e controllo del territorio, e sistemazione di tutti i fossi demaniali.
Non è possibile che questo ente rimanga aperto solo per l’irrigazione, con il relativo costo a carico dei poveri agricoltori.
Tutti in questo periodo parlano di politica, nuova Provincia ecc, ma bisognerebbe fermarsi e riflettere, osservare il territorio che ci circonda e decidere uniti cosa fare di questa terra che ci è stata donata.
Maurizio Orso

